“Dopo una revisione di sei settimane, stiamo ufficialmente cancellando l’83% dei programmi presso USAID“, è questo l’esito comunicato dal segretario di Stato Usa Marco Rubio dopo l’ordine esecutivo firmato da Donald Trump per sospendere e rivalutare l’erogazione degli aiuti allineandoli con la sua agenda ‘America First’. Un colpo durissimo sul settore umanitario che secondo l’OSCE contava sull’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale per circa il 47% degli aiuti globali, nel 2023 infatti gli USA hanno distribuito 62,4 miliardi di dollari in aiuti a più di 130 paesi.
Le conseguenze si sono già fatte sentire oltre Atlantico e molte ONG europee hanno subito un impatto diretto importante a seguito delle decisioni dell’amministrazione americana. A Bruxelles, le ONG temono anche effetti negativi indiretti sui fondi comunitari, gran parte degli aiuti dell’UE viene infatti distribuita tramite programmi co-finanziati, in cui il finanziamento è subordinato al fatto che i beneficiari ottengano supporto da più fonti. La Commissione europea deve ancora pronunciarsi pubblicamente sul ritiro di USAID e sulle ripercussioni che ciò potrebbe avere sui finanziamenti di ECHO. L’unica dichiarazione rilasciata finora dal portavoce della Commissione ha cercato di rassicurare le organizzazioni: “Dal punto di vista dell’UE, la nostra posizione di importante donatore umanitario rimane invariata, non faremo un passo indietro rispetto ai nostri impegni umanitari. I nostri aiuti continueranno, per salvare vite e alleviare le sofferenze a livello globale.”
Come funziona ECHO
L’unione Europea, attraverso la DG ECHO – la Direzione Generale per la per la Protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario – è tra i principali donatori di aiuti umanitari al mondo (per il 2025 si parla di un budget di quasi 2 miliardi di euro) e potrebbe essere un donatore alternativo da prendere in considerazione per finanziare progetti di cooperazione con componenti umanitarie anche a seguito del ridimensionamento di USAID.
DG ECHO non implementa azioni di assistenza umanitaria direttamente, ma li finanzia, assicurandosi che i fondi siano utilizzati in modo responsabile e trasparente. I fondi infatti, vengono erogati alle organizzazioni umanitarie partner che si occupano dell’implementazione dei progetti sul campo. Attraverso i suoi partner DG ECHO riesce ad avere una capacità di intervento in molti settori e una presenza in più di 40 paesi, ovunque ci sia una crisi umanitaria in atto.
Qual è il processo che un ONG deve intraprendere per diventare partner di DG ECHO e poter accedere ai finanziamenti? E’ fondamentale capire come funziona questo donatore perché i fondi non vengono erogati attraverso le tradizionali “calls for proposals”.
Per accedere ai finanziamenti infatti, le ONG devono prima completare un processo di accreditamento e ottenere un Certificato di partenariato (nome ufficiale EU Humanitarian Partnership 2021-2027) assegnato a seguito della valutazione positiva della loro domanda di partenariato. Una volta ottenuto l’accreditamento, le organizzazioni possono presentare le proprie proposte di progetto, che devono essere allineate alle priorità stabilite dalla DG ECHO per i diversi settori e Paesi. Le priorità per ciascun Paese o regione sono definite negli Humanitarian Implementation Plan (HIP), pubblicati ogni anno verso dicembre e disponibili per consultazione sul sito istituzionale di ECHO. Gli HIP descrivono i bisogni identificati, le priorità e i fondi disponibili per ogni paese/regione.
Diventare Partner di ECHO
Facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come funziona il processo di accreditamento per diventare Partner di ECHO. Le ONG devono affrontare la procedura definita “ex-ante assessment”, ovvero una valutazione finalizzata a verificare se l’ONG candidata soddisfa i criteri e le condizioni necessarie per ottenere l’accreditamento.
Questa verifica non viene effettuata direttamente da ECHO, ma da un’agenzia di audit esterna, selezionata e contrattata dall’ONG candidata. L’auditor condurrà la valutazione in conformità alle procedure descritte nei Termini di Riferimento, applicando i criteri ritenuti fondamentali da ECHO per determinare l’idoneità dell’organizzazione candidata. Il risultato dell’ex-ante assessment è un report prodotto dagli auditor. A questo punto, l’ONG candidata può avviare la procedura formale di candidatura attraverso un portale dedicato chiamato APPEL, allegando il report dell’audit e rispondendo a una serie di domande.
Per accedere al portale, è necessario disporre di un account EU Login. Se si possiede già un account EU Login, creato in precedenza per APPEL o per altri sistemi della Commissione Europea, come PADOR, è possibile utilizzarlo con le stesse credenziali.
DG ECHO finalizzerà l’ex ante assessment e valuterà se assegnare il Certificato di Partenariato all’organizzazione candidata che da quel momento sarà ufficialmente un ECHO partner e potrà inviare proposte di progetto.
Ottenere l’accreditamento è un processo che richiede tempo e un certo impegno in termini di risorse da parte dell’organizzazione, ed è quindi importante esserne consapevoli prima di avviarlo. Consultare i Termini di Riferimento e la guida specifica rappresenta un ottimo punto di partenza per valutare se la vostra ONG possiede i requisiti necessari e se è interessata a intraprendere questa procedura. Potete trovare questi documenti al seguente link, in fondo a questa pagina.
Ecco le ONG già accreditate
Questi documenti sono disponibili sul sito dedicato ai partner di ECHO, ma può essere utile consultarlo anche solo per farsi un’idea più chiara delle regole da applicare per implementare i progetti finanziati da ECHO. Attualmente le ONG accreditate sono 173, delle quali 21 sono italiane, ecco di seguito l’elenco:
- ActionAid International Italia
- AISPO
- FONDAZIONE AVSI
- CESVI
- CISP
- COOPI
- Associazione della Croce Rossa Italiana
- CUAMM
- EMERGENCY
- Fondazione L’Albero della Vita
- HELPCODE
- INTERSOS
- JRS – Servizio Dei Gesuiti per I Rifugiati
- LVIA
- OXFAM Italia
- Comunità di S.Egidio ACAP
- Save the Children Italia
- FONDAZIONE TERRE DES HOMMES ITALIA
- UN PONTE PER
- VIS
- WeWorld
Le ONG possono avviare la procedura in qualsiasi momento. Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli che la durata del Certificato di Partenariato è allineata al Quadro Finanziario Pluriennale della Commissione Europea. Pertanto, è entrato in vigore il 1° gennaio 2021 e avrà una durata di sette anni, con scadenza il 31 dicembre 2027.
In un contesto in cui le regole del finanziamento umanitario possono cambiare rapidamente, comprendere a fondo le procedure di donatori come DG ECHO è essenziale. Fondazione PuntoSud, con oltre 25 anni di esperienza nella cooperazione internazionale, offre percorsi formativi per aiutare le organizzazioni a navigare tra regolamenti, strategie e opportunità di finanziamento. Perché accedere ai fondi non è solo una questione di necessità, ma di preparazione. Approfondisci i percorsi formativi su PuntoSud Academy