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368 pagine di progetti cancellati da USAID

Non sono ancora trascorsi i 90 giorni di tempo che l’amministrazione Trump si è data per una completa revisione dei progetti finanziati da USAID in tutto il mondo ma le organizzazioni finanziate direttamente o indirettamente dall’agenzia americana hanno già ricevuto diverse comunicazioni riguardanti la sospensione, la cancellazione o il ripristino dei loro progetti.

Ieri è stata resa nota una prima lista dei programmi interrotti, lunga 368 pagine, che fornisce uno spaccato senza precedenti dell’influenza globale degli Stati Uniti nel sistema umanitario e delle conseguenze che la ritirata di USAID potrà causare. La scelta dei progetti cancellati colpisce settori chiave della cooperazione internazionale, dall’assistenza alimentare alla sanità pubblica, passando per il sostegno economico nei paesi in via di sviluppo e il contrasto alla corruzione.

I progetti cancellati da USAID

L’entità dei tagli è impressionante. Tra i programmi terminati figurano 14 progetti infrastrutturali dal valore di 800 milioni di dollari ciascuno, distribuiti in vari paesi. In Africa, la cancellazione del programma “Prosper Africa”, del valore di 520 milioni di dollari, segna la fine di un’iniziativa chiave per incentivare il commercio tra Stati Uniti e paesi africani. Sono stati inoltre bloccati fondi destinati al miglioramento della produzione di soia nell’Africa sub-sahariana e al rafforzamento dei ministeri della salute africani nella gestione delle malattie infettive.

Anche in America Latina gli effetti saranno importanti. Il Venezuela, nonostante le tensioni con gli Stati Uniti, aveva ricevuto alcuni finanziamenti per la sicurezza alimentare e agricola. Questo supporto, seppur limitato, era visto come un tentativo di stabilizzare il paese per contenere l’emigrazione di massa.

In Medio Oriente, programmi destinati all’assistenza ai rifugiati in Iraq e Siria, comprese iniziative per il rimpatrio delle famiglie e la vaccinazione infantile, sono stati cancellati. Lo stesso destino è toccato ai progetti di assistenza umanitaria per i perseguitati politici a Cuba e alle iniziative per la libertà religiosa ed etnica in Asia.

Altri tagli significativi riguardano i finanziamenti destinati a contrastare malaria, tubercolosi e HIV, con una riduzione dei fondi per il programma PEPFAR, storico pilastro della lotta all’AIDS a livello globale. Anche la Global Vaccine Alliance (Gavi) ha subito pesanti tagli, minacciando i programmi di immunizzazione per milioni di persone nei paesi più poveri.

L’allarme degli esperti: milioni di vite a rischio

Il mondo accademico e sanitario americano ha reagito con fermezza. Durante la Conferenza sulle Infezioni Retrovirali e Opportunistiche 2025 (CROI), oltre 530 medici, ricercatori e scienziati hanno inviato una lettera al senatore Marco Rubio, chiedendo di annullare con urgenza le decisioni dell’amministrazione Trump.

Nella lettera, gli esperti sottolineano come la cancellazione improvvisa dei programmi USAID rappresenti una minaccia esistenziale per la lotta globale all’HIV, con il rischio di milioni di morti evitabili. La chiusura dei progetti ha inoltre interrotto studi clinici in corso, lasciando i partecipanti senza supporto medico, e ha costretto molte istituzioni scientifiche a licenziare il personale per mancanza di fondi. La comunità scientifica avverte che, anche se un tribunale dovesse in futuro dichiarare illegale questa politica, i danni già inflitti non sarebbero reversibili.

Diplomatici in rivolta: la sicurezza USA è a rischio

Le critiche non provengono solo dal mondo accademico. Secondo indiscrezioni, oltre 700 diplomatici americani avrebbero firmato una lettera di protesta indirizzata al Segretario di Stato Marco Rubio. Nel documento, reso pubblico attraverso un canale anonimo, i firmatari denunciano che il blocco degli aiuti:

  • Compromette i rapporti con gli alleati, erodendo la fiducia costruita in decenni di cooperazione.
  • Apre spazi per l’influenza di potenze rivali, come Cina e Russia, che potrebbero colmare il vuoto lasciato dagli Stati Uniti.
  • Mettere a rischio la sicurezza nazionale USA, creando instabilità in aree strategiche per la geopolitica americana.

Il costo umano della cancellazione dei progetti

L’impatto di questi tagli si misura anche in termini occupazionali. Secondo il gruppo USAID Stop Work, nato per monitorare le conseguenze della chiusura dei progetti, si stima che oltre 50.000 cittadini americani e 100.000 lavoratori nei paesi partner abbiano perso il lavoro. Finora, sono stati confermati 14.762 licenziamenti negli Stati Uniti e 64.910 nel resto del mondo.

Questi numeri evidenziano come il blocco degli aiuti non stia solo privando milioni di persone di servizi essenziali, ma stia anche danneggiando l’economia statunitense, che ha sempre tratto vantaggio dai contratti e dalle commesse legate alla cooperazione internazionale.

Scarica la lista dei progetti cancellati


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